Dagherrotipo va in ferie

•Agosto 6, 2009 • 2 Commenti

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Cari amici, Dagherrotipo Torrese si prende un meritato periodo di riposo.   Anche se la volonta e gli argomenti su cui riflettere non sono mai venuti  meno è da un pò di tempo che non pubblico nuovi post.  Non è certamente per pigrizia, ma perchè sono stato veramente impegnato.  Tra cose fatte e cose che bollono in pentola, la mente è stata molto occupata.  Spero con la ripresa autunnale di  divertirmi di nuovo con voi.  Voi che siete cresciuti e a cui si devono aggiungere i lettori che, bontà sua, Angelo Cucchetto  mi ha donato quando mi ha chiesto di collaborare al progetto Photographers Italia.  Spero che siate a rilassarvi in qualche località amena e spero che tanti problemi che affliggono la categoria e gli italiani tutti vengano dimenticati per un breve periodo.

Stelle senza rete

•Giugno 4, 2009 • Lascia un Commento

 

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Un bollino blu che contraddistingua le immagini trattate con photoshop. E’ l’ultima provocatoria proposta che arriva dalla Francia ed è rivolta al mondo patinato delle riviste di moda. Secondo alcuni, le donne ritratte in copertina, perfette e levigate, sono un falso che potrebbe trarre in inganno le donne e suggerirgli modelli non reali. Ma a questa notizia gli addetti ai lavori non hanno dato alcun seguito. Anna Wintur, potente direttore di Vogue america, ha già dichiarato che non adotterà il bollino blu. Lo stesso faranno altri magazine di rilievo nel panorama mondiale. Alcuni fotografi come Bob Krieger  si sono espressi già in maniera negativa sulla proposta. “E’ un’idiozia totale, ha detto, e come andare a vedere un film senza effetti speciali e trucchi cinematografici”.  Certo è che l’invadenza del fotoritocco, è stata già da tempo sottolineata da più parti, ma molti dimenticano che in epoca pre digitale le immagini venivano comunque modificate con filtri ottici ed effetti particolari. Chi non ricorda il cross processing, tanto in voga nei primi anni Novanta? Si trattava di processare la pellicola invertibile o quella negativa con chimici non appropriati ottenendo un effetto particolare che nascondeva anche eventuali difetti della modella. E che dire della valentia dei truccatori che nascondevano occhiaie e brufoli e mettevano in evidenza la luminosità del volto. Certo è che in Francia sta prendendo piede una moda fotografica che mette le “Stars sans Fards”, cioè i personaggi ritratti  in copertina senza un’ombra di trucco. La rivista Elle è una di quelle che ha lanciato questa nuova moda, e che sembra piacere ai lettori, che possono una volta tanto rapportarsi con le star del mondo dello spettacolo, esposte senza rete.

•Maggio 12, 2009 • 2 Commenti

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E’ ufficiale: sono diventato socio di Tau Visual. Ho avuto l’onore e il piacere di avere una mail di benvenuto da Roberto Tomesani in persona, e non era una di quelle che i presidenti mandano in automatico ai nuovi soci. Credo che i miei quesiti mandati ad Angelo Cucchetto  e da lui girati al presidente, mi abbiano fatto avere questo trattamento speciale. Sono sempre stato alla larga dalle associazioni che raggruppano i fotografi, per una serie di motivi che si possono riassumere nella convinzione dell’inutilità di molte di esse.  Ma Tau Visual, è il contrario di questo, basti pensare alle dritte fiscali e alle tante informazioni reperibili per l’esercizio della professione. In una mail, automatica questa volta, sono elencate le sezioni del sito  http://www.fotografi.org/.  A guardarle a prima vista c’è da restare sgomenti, sembrano i capitoli di Via col Vento. Ma a un più attento esame, si scoprono tante cose utili per aggiornarsi professionalmente. A quanto pare, sono in buona compagnia: molti giovani e quasi nessun Cav. Grand. Uff . della fotografia che fu.

Rete e libertà di informazione

•Aprile 22, 2009 • 1 Commento

L’informazione vera si è davvero trasferita in rete? Sembrerebbe proprio di si e un fatto accaduto in questi giorni lo proverebbe. Quello accaduto in una dogana del Canton Ticino sembrerebbe una delle tante che si leggono scorrendo i flash delle agenzie. Una coppia è stata fermata al ritorno da un viaggio in Brasile con una valigia imbottita di otto kili di cocaina, la sostanza stupefacente è stata sequestrata e i due sono stati arrestati. Di questa notizia non si sono trovate tracce nei media italiani. Qualcuno obietterà che è quantomeno normale che notizie del genere non vengano “passate” dai media, che si occupano di ben altre cose, come le dimensioni degli attributi di Cristina del Grande Fratello. E’ vero, se non fosse che la donna in questione è la segretaria del gruppo Parlamentare Leghista e che a quanto sembra i due non avessero nessun contatto con la Svizzera. Gli investigatori presumono, infatti,  che la “roba” fosse diretta in Italia. Sin dalle prime ore, però, la notizia ha incominciato a fare il giro della rete, che si è dimostrata meno ossequiosa dei media tradizionali italiani, che alla fine hanno dovuto dare la notizia magari relegandola in poche righe o addirittura ignorandola come hanno fatto i principali Tg nazionali. E’ proprio in questo contesto di “controllo” che si moltiplicano le azioni nei confronti di spazi dedicati all’informazione in rete. E’ di pochi mesi fa la denuncia per stampa clandestina, un reato per anni disapplicato nei confronti di tante realtà nazionali, nei confronti di un blogger siciliano. E pensare che il povero Piero Piccioni, ministro della repubblica,  fu costretto a dimettersi per un sospetto di coinvolgimento del figlio nell’affare Montesi, un delitto che appassionò gli italiani nei primi anni sessanta.

Share ascolti e vergogna al TG1

•Aprile 7, 2009 • 3 Commenti

 Con i morti ancora caldi, con le case che crollano ancora, con la disperazione della gente, il TG1 testata del servizio pubblico ha avuto la brillante idea di vantarsi degli ascolti ricevuti. Se questo è giornalismo professionista, preferisco rimanere un umile reporter di provincia.  Una cosa vergognosa. Mai si era arrivati a tanto nella corsa degli ascolti.

Giornalismo on demand

•Aprile 7, 2009 • Lascia un Commento

Dopo la tv e le compilation musicali, dagli Stati Uniti arriva il giornale on demand. Se un cittadino o più di loro hanno a cuore un argomento, possono ingaggiare i giornalisti professionisti di Spot.us per una serie di articoli. Basta andare sul loro sito esporre la problematica e versare una piccola somma di danaro. Chi si ritrova in accordo, può fare la stessa cosa e rafforzare la richiesta. I redattori di Spot.us, verificheranno la fondatezza della notizia e una volta raggiunta una cifra prestabilita organizzeranno il servizio coinvolgendo anche i fotografi. Una volta pubblicato online, se l’inchiesta sarà acquistata in esclusiva da qualche giornale esterno, i sottoscrittori riceveranno indietro il loro denaro. Si parte da una sottoscrizione di almeno dieci dollari. Il meccanismo si avvale dei “tips” che sono i suggerimenti dei cittadini,  e dei “pitches” che sono le proposte giornalistiche dei reporter. Questo giornalismo partecipativo, sta avendo un buon successo oltreoceano. David Cohn, il freelance che ha avuto questa idea, ha affermato di avere raggiunto il pieno finanziamento di tredici inchieste. Sull’onda di questo consenso  non ha escluso di esportare il proprio modello in altre aree del mondo.  Una boccata di ossigeno nel panorama editoriale americano che sta vivendo profondi cambiamenti, e che vede nel web nuove occasioni di crescita. Già da tempo, infatti il New York Times, ha raggiunto i venti milioni di lettori on line, contro il milione che compra l’edizione cartacea.

Franco Manca consigliere FNSI

•Aprile 4, 2009 • 2 Commenti

Campano, cittadino torrese ed esponente del movimento “Giornalisti per la Professione”. Francesco Manca, anzi Franco come lo chiamano tutti, è stato eletto consigliere della Federazione Nazionale della Stampa Italiana. Subentra a Mimmo Castellano, recentemente scomparso, e va ad affiancare il il già nutrito gruppetto campano. Giornalista pubblicista, lavora nell’ufficio stampa di un ente locale, Franco Manca è stato uno dei principali artefici della rivista locale la Ginestra, e ha ricoperto incarichi di rilievo in altre pubblicazioni campane. Presidente dell’associazione culturale Prometeo dirige anche il periodico Nuovo Trionfo. A Franco vanno le mie congratulazioni.

Quantità e qualità a via Chiatamone

•Aprile 1, 2009 • 2 Commenti

La crisi dell’editoria raggiunge anche via Chiatamone. In una nota di alcuni giorni fa la proprietà del quotidiano il Mattino ha annunciato lo stato di crisi della testata  e un piano di riorganizzazione. Si parla di un  esubero di 25 redattori a tempo pieno, cinque contratti a termine, 5 articoli 2, e due corrispondenti. Nel piano anche la chiusura della redazione romana  e un ridimensionamento degli altri uffici di corrispondenza, per cercare di tamponare il passivo previsto per quest’anno di tre o quattro miioni di euro. Si parla anche di una ingerenza maggiore dell’ammiraglia del gruppo Caltagirone, Il Messaggero, al quale verrebbe demandata la redazione di alcune pagine rilevanti del giornale. Nel documento diffuso attraverso alcuni organi di stampa on line, si fanno anche delle disquisizioni circa il pauroso calo di vendite, che alcuni smentiscono ed altri confermano. Basta vedere i ripiani di alcune edicole, per vedere le rimanenze giornaliere della testata per comprendere come queste siano reali. La proprietà fa un’analisi parlando anche di calo delle vendite  motivandola alla “generazione dei video games anni 80″ che non leggerebbe più. A mio modesto parere, bisognerebbe chiedersi per quale motivo, questa generazione tecnologica dovrebbe leggersi un quotidiano stantio, con grafica da anni 50 e che non parla assolutamente di niove tecnologie.  “I tempi stanno cambiando” recita una nota canzone di Bob Dylan, evidentemente  questo cambiamento non era stato avvertito. E quindi si continuavano a scrivere sempre gli stessi articoli, nella mia vita avrò letto almeno quattro articoli sulle edizioni Bideri, sulla nascita della canzone del Piave e sulle solite storie che da anni vengono riproposte al pubblico napoletano. E dire che la testata aveva avuto momenti sicuramente migliori, la fine degli anni settanta e gli anni ottanta. Collaboratori d’eccezione, come filosofi, scrittori, personaggi della cultura e dell’arte, e poi soprattutto i corripondenti che erano coloro che radicavano il giornale sul territorio. Dalla seconda metà degli anni novanta, queste componenti sono state mortificate  e in qualche modo allontanate. Si è  preferito  la quantità rissosa alla qualità, e i lettori se ne sono accorti, abbandonando quello che è stato il quotidiano più importante del mezzogiorno.

La morte di Gianni Giansanti

•Marzo 27, 2009 • 1 Commento

Trentanni fa un corpo esanime in un bagagliaio di una renault 4 gli valse una menzione speciale al World Press Photo. Pochi giorni fa a soli  52 anni, il fotogiornalista Gianni Giansanti  è morto nella capitale.

Aveva    ventidue  anni quando scattò  la celebre foto a  via Caetani, dove fu ritrovato il corpo di Aldo Moro, rapito e ucciso dalle Brigate Rosse. In ottima posizione, dall’alto e con l’ausilio di un teleobiettivo riusci a immortalare tutta la sequenza dell’apertura forzata del bagagliaio, e scattò la foto che ritraeva lo statista morto. Molti quotidiani preferirono usare quella che vedeva il corpo coperto da un lenzuolo, per una sorta di rispetto per la tragedia collettiva che si era purtroppo consumata.

Aveva iniziato la carrierera di fotoreporter come freelance nel 1977 e aveva  al suo attivo mostre, libri e un magnifico lavoro fotografico sulla vita privata di  papa Giovanni Paolo II durato ben sei mesi. Aveva lavorato per AP, e nel 1981 era entrato nello  staff parigino della agenzia  Sygma, per la quale seguì il papa polacco durante le sue visite pastorali in Polonia, Haiti, Guatemala, El Salvador, Libano, Senegal, Libia, Yugoslavia,  Grecia e altre destinazioni minori. Le sue foto sono comparse sui maggiori media mondiali. Pochi giorni fa la notizia della morte prematura, che lascia un incredibile vuoto nel mondo della fotografia italiana.

 

La capra e i cavoli di Facebook

•Marzo 26, 2009 • Lascia un Commento

Come mi ha comunicato il mio amico Roberto Castellano, contitolare con il fratello Roberto della IVS, un’ azienda che si occupa di sistemi video per filmaker e broadcast, Facebook è tornato sui suoi passi. Un ciclone di proteste si è abbattuto sui programmatori del social network di Palo Alto in seguito a un restyling che aveva interessato anche molte funzioni. Con una nota diramata sul blog del direttore della produzione Christopher Cox, Facebook  terrà conto delle critiche mosse dagli utenti. Non si tratterà di un completo ritorno al passato, ma si cercherà di implementare le nuove funzioni sulla vecchia piattaforma. La clasica forma del salvar capra e cavoli.

Approfitto di questo post  per segnalarvi  questo articolo che è uscito sul Corriere del Mezzogiorno On line,    il quotidiano telematico edito dal gruppo di via Solferino.

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/arte_e_cultura/2009/23-marzo-2009/accardo-lezioni-violino-talenti-erba-svezzati-grande-maestro-1501112551578.shtml

Si tratta di un’iniziativa presa grazie alla volontà di un’istituto di credito, al quale credo debba andare  tutta la riconoscenza della società civile.