Dolore e riconciliazione

Una delle cose che ti fa maledire il mestiere di giornalista o di fotografo, è la visita alla casa dei congiunti subito dopo una disgrazia. A fatto appena avvenuto, a dolore ancora da metabolizzare. Ne ho fatto tante, tutte però rimaste indelebilemente nella mia mente. Dalla moglie del lavoratore marittimo sgozzato da fondamentalisti, dal padre del bambino rimasto schiacciato dal cancello elettrico impazzito, dalla madre del marittimo diciottenne, figlio unico, arso vivo nell’incendio di un taghetto, dai tanti familiari di morti sul lavoro…

Ieri sono stato a casa  di una donna che si è comportata in maniera eroica, ha dato la vita a una bambina a prezzo della sua. Ricordo ancora i suoi grandi occhi,che cercano la mamma. Ho ancora nelle orecchie le parole del nonno che chiedeva la ragione dell’interessamento della stampa a una storia come questa. Ci ha chiesto se non era solo sciacallaggio.

Io e la collega ce lo siamo chiesto, abbiamo detto che storie come queste, in un panorama di notizie non certo edificanti, fanno riconciliare con il mondo e con la fede.  Ed è proprio vero.  

Annunci

~ di raw82 su febbraio 10, 2008.

Una Risposta to “Dolore e riconciliazione”

  1. Mimmù, anch’io mi sono chiesto se non facessi lo sciacallo. Certe volte mi sentivo come lavorare per Bellomunno, arrivavamo insieme. Quando lavoravo per La Vita in Diretta andavo poco dopo la tragedia per organizzare trasmissioni che sarebbero state girate settimane dopo. Spesso mi scambiavano per un amico o familiare del defunto. Che schifo che mi facevo. Se poi ci metti che lo facevo per due soldi, mi fa ancora più schifo. Ci nascondiamo dietro la libertà dell’informazione, la necessità della cronaca. Ma ci sono dei limiti molto labili, insieme a quelli stabiliti per legge. La vicenda della ragazza di cui parli è incredibile, toccante. QUella non è sciacallaggio, perchè non è una notizia solita. E’ un inno alla vita, un incoraggiamento a tanti a non demordere, cristiani e non. Lei ha fatto la sua scelta di vita sulla base della fede, ma anche una non credente avrebbe potuto scegliere la stessa cosa per il solo amore della figlia. Per questo è una storia che va raccontata. Basta Cogne, Perugia, Olindo & Co, e più storie del genere. Certo, tragiche, ma che portano in se una vena di speranza, quella che purtroppo stiamo perdendo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: