Tecnica giurassica

Macchina da scrivere addio. Dopo un ritardo di almeno ventanni l’Ordine dei Giornalisti ha dato annuncio che dalla prossima sessione di esame si potrà usare il computer . Per sostenere la prova scritta per diventare giornalista professionista, un’altra particolarità tutta italiana, fino ad oggi si doveva usare la macchina da scrivere e sotto data di esami partiva la disperata  ricerca di una portatile. Io stesso ho prestato la mia Olivetti lettera 35, usata agli inizi della mia attività giornalistica, a vari amici.  Ma questo anacronismo tenuto in piedi da un apparato gerontocratico, non è detto che vada sicuramente in soffitta. Per essere sicuri bisogna attendere la presa d’atto del Consiglio dei Ministri.  Nel 2008, in Italia che si vanta di essere uno dei sette paesi più industrializzati del mondo,  si usa ancora la macchina da scrivere per diventare “giornalista”.  Nel frattempo la professione è radicalmente cambiata, la “condivisione”  e la circolazione  delle notizie  ha imboccato nuove strade è diventata più giovane, dinamica,  meno controllabile e notevolmente più creativa.  Ha sicuramente superato l’Ordine e i suoi enti “affini”  che sembrano arroccati in posizioni fuori dal tempo, atti solo a preservare i prpri privilegi e con una legge attuativa della professione che risale sostanzialmente al 1963. Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Lorenzo Del Boca, in un suo scritto pubblicato su “Giornalisti” punta l’indice contro la categoria che” si è fatta prendere la mano dalla grafica e dal gossip: grandi foto, servizi ridotti a poche battute e uso eccessivo degli aggettivi. Questi i mali della professione a cui si aggiungono quelli sul mancato accordo con gli editori…”  Secondo il mio modesto e umile parere i mali della professione sono ben altri.  Il nepotismo imperante, la mancata tutela dei “collaboratori”  sfruttati e malpagati  in alcuni casi proprio da chi dovrebbe difenderli,  la divisione in giornalisti di serie A,  i professionisti, e serie B , i pubblicisti. Il Presidente Del Boca cita la rivista Vanity Fair come modello negativo, probabilmente perchè ha una grafica come si deve, perchè da il giusto e meritato spazio alle immagini e perchè vende più delle tante pubblicazioni ingrassate dalle leggi sull’editoria.  Io sarei onorato di lavorare per una rivista del genere.  Nel suo discorso il Presidente si chiede “di chi la colpa se la gente crede che Fabrizio Corona sia un giornalista?  E io mi chiedo, di chi la colpa se la gente sa che Emilio Fede  o Luca Giurato sono dei giornalisti?

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~ di raw82 su luglio 21, 2008.

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