Milano capitale della censura

E’ da sempre la capitale dei creativi e dei fotografi, ma da alcuni anni rischia di precipitare a capitale  della censura. Milano amministrativa e bigotta, lontana anni luce dalla Milano da bere di craxiana memoria, si indigna e blocca l’affissione dei manifesti di Telefono Donna. Il motivo del contendere è l’ultima campagna di affissione dell’onlus che ha per la sua attività  ricevuto l’attestato di benemerenza civica, proprio dal comune di Milano.  Il manifesto creato dall’agenzia Arnold Wordwide ritrae una donna nuda e i posizione quasi crocifissa, e da qui la polemica. Oliviero Toscani, famoso per le sue campagne choc, e corso in difesa dell’affiche dichiarando “Non  ho visto il manifesto, ma censurare è subumano”. E’ intervenuto anche Vittorio Sgarbi, che ha stigmatizzato l’accaduto: “Quella di Milano è un’amministrazione che dovrebbe dimettersi, invece di continuare a menarla con queste stupidaggi”,  e ha trovato anche una soluzione. “Sono pronto ad ospitarli a Salemi”.

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~ di raw82 su dicembre 2, 2008.

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