Seghe mentali e Reader’s Digest della fotografia

Le scuole di fotografia sono uno dei fenomeni più vistosi che stanno interessando il settore.  Non passa giorno che non si abbia notizia di nuove scuole o di nuovi corsi. Una moda iniziata nei primi anni Novanta e che sta oramai  dilagando. In un paese, dove nonostante le varie riforme del sistema scolastico, non esiste un approccio serio ad una professione , che non sia quello legato all’artigianato e agli istituti professionali, i privati hanno mano libera. Ed ecco fiorire “accademie”, “scuole superiori” , dizioni che  è possibile usare  visto l’assenza di norme che regolamentino il loro utilizzo. Negli anni Settanta, l’insegnamento del  mestiere di fotografo era affidato prinicpalmente  alle scuole per corrispondenza,  come la mitica Scuola Radio Elettra o Accademia.  Un approccio migliore era riservato agli studenti del corso di fotografia della Scuola di Cinematografia, ora Istituto Superiore, riservato, però, agli amici ed agli amici degli amici. Il resto si doveva affidare ad un lungo volontariato presso uno studio fotografico dove si entrava come “secondo flash”. Oggi questo lento apprendere si è sostituito con i corsi Full Intensive, una sorta di Selezione dal Reader’s Digest della  fotografia. Una volta terminati, gli alunni oltre ad osannare a destra e manca il loro Carneade-insegnante di turno, si sentono già fotografi investiti di una grande missione. Oggi la professione di fotografo non è più vista come marginale, e lo confermano le occhiate di ammirazione soprattutto del pubblico femminile, ed è per questo molto trendy. E’ forse per questo motivo che i giovani rampolli  di famiglie benestanti scelgono di investire il loro tempo in corsi o scuole che li portano a diventare fotografi. Una volta usciti,abbinano la professione a tutto un giro di pensiero intellettuale da eroe epico.  Oggi la professione è afflitta da gravi problemi, uno su tutti è la massificazione , tutti fruitori e tutti produttori di fotografia. E la recessione non aiuta certamente, molti giornalisti  sono obbligati a fornire oltre al pezzo anche le  foto che finiscono per essere fatte con il cellulare o quanto va bene con una compattina. Molti “illuminati” colleghi si sono  lasciati tentare dai fornitori di foto Stock, con il risultato che i grafici affidano l’illustrazione di un articolo, una brochure, o un libro, a foto dal marcato accento nordamericano che però costano intorno ai due euro. A questo devono pensare le persone che si avvicinano alla fotografia professionale, il resto sono solo seghe mentali.

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~ di raw82 su dicembre 21, 2008.

Una Risposta to “Seghe mentali e Reader’s Digest della fotografia”

  1. Caro Mimmo,

    Mi scuso se scrivo qui ma non ho trovato il con la e-mail.

    Sono l’ideatore di una community sperimentale che raccoglie più di 650 artisti e si chiama Progetto Cicero (http://progettocicero.ning.com).
    Stiamo tentando un esperimento di comunicazione on-line basato sulla creazione di comunità piccole ma dotate di una forte coesione tra i membri che viene ottenuta sia con regole di comportamento (nominalità, tolleranza, proattività ed educazione) sia con la condivisione di discussioni e ragionamenti.

    Stiamo “uscendo dalla nostra community” (http://progettocicero.ning.com) ed aprendo una serie di pagine tematiche che attingono dai nostri articoli e li confezionano im modo che sia più accattivante per il lettore.

    Tra le altre pagine, abbiamo creato, fotografia@cicero (http://www.progettocicero.org/fotografia) dove sono esposte le nostre foto.

    Le scrivo in quanto, nonostante la disponibilità di molte foto, abbiamo pochi interventi scritti. Ho visto il suo blog e l’ho apprezzato.
    Per questo motivo volevo chiederle se aveva piacere di contribuire alla nostra comunità ed alla rivista allegata.

    Il lavoro richiesto è minimo: le si richiederebbe, quando pubblica asul suo blog, di copiare l’articolo anche sul forum del progetto inserendo una tag che, letta automaticamente del sistema, pubblicherà i suoi scritti su diverse pagine tematiche.
    Faremo inoltre uno scambio di link e la sua pagina riceverà ulteriore traffico.

    Ciò porterebbe sia i suoi articoli che il suo sito sotto gli occhi di nuove persone.

    Rimanendo in attesa di un suo cortese cenno di risposta, le auguro un’ottima giornata.

    Cordiali saluti

    Guido Mastrobuono
    (Direttore del Progetto Cicero)

    progettocicero@gmail.com

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