Così muore un sindaco italiano

Lo chiamavano il  “sindaco sceriffo” , oppure il “sindaco pescatore” ricordando il suo lavoro fuori dalle istituzioni. Ma Angelo Vassallo, sindaco di Pollica il comune cilentano che ha nella frazione Acciaroli una delle più belle coste marine d’italia, era semplicemente chiamato dai suoi concittadini il sindaco.  E lo era stato  in maniera quasi ininterrotta da un quindicennio. Militante ecologista, aderì al partito dei Verdi, per approdare poi in quello Democratico, ma le scorse elezioni amministrative si era presentato alla testa di una lista civica e aveva ancora una volta vinto le elezioni. Perché Angelo Vassallo era uno che pensava con la sua testa, a cui stava stretta la burocrazia vigente nei partiti tradizionali. Un mesetto fà aveva plaudito al piglio decisionista della Lega, lamentando nel contempo la politica ingessata del suo partito. Agli inizi degli anni Novanta, Acciaroli, era praticamente ferma agli anni Sessanta. Strade senza illuminazione, pavimentazione dissestata e vetusta, patrimonio edilizio in pessimo stato di conservazione, strutture alberghiere non certamente all’altezza.  Eletto sindaco Angelo Vassallo traghettò il suo paese nel secondo millennio, facendo riqualificazione urbanistica, illuminando, innovando. Una vecchia abitante della frazione di Acciaroli mi ha ricordato che grazie al sindaco l’acqua potabile divenne un bene reale e fruibile, facendo sbiadire il ricordo di estati assolate  con i rubinetti a secco. Fu uno dei principali fautori del parco nazionale del Cilento e del vallo di Diano, fu il precursore della raccolta differenziata, si mosse in maniera ecosostenibile  tanto da far assegnare al suo territorio la Bandiera  Blu. Con lei i media nazionali e internazionali si iniziano a interessare a questo gioiello del Tirreno. Si susseguono dirette e servizi che portano un numero maggiore di persone a soggiornare durante il periodo estivo. E poi le grandi opere pubbliche, primo fra tutti il porto turistico, che secondo gli amministratori dovevano colmare il gap di posti barca e grazie al collegamento veloce di aliscafi anche quello della comunicazione con il capoluogo. Purtroppo però, iniziano anche i problemi. Sovraffollamento, presenza di elementi malavitosi, circolazione di sostanze stupefacenti. La “piazza” di Acciaroli diventa appetibile alla criminalità organizzata e agli imprenditori e politici che flirtano con essa. Ma iniziano anche i malumori di una parte di cittadini che vogliono entrare nel business delle vacanze e  per fare questo sono disposti a calpestare più di una regola. Probabilmente il sindaco sceriffo pensava di poter risolvere tutto da solo, e con questo ha forse firmato la sua condanna a morte. Il sindaco pescatore ha concluso la sua esperienza amministrativa in un buio viottolo che conduceva alla sua casa. Nove colpi calibro nove hanno messo fine a un sogno di un’oasi felice.

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~ di raw82 su settembre 8, 2010.

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