Tibet, software e pizza margherita

Sala privata del Cinema Modernissimo, cinquanta persone circa, riunione organizzativa per inziative a favore della libertà in Tibet. Discussioni, interventi e  il solito ragazzo leader formato a pane e ideologia con abbigliamento dimesso ma di sinistra. Tutto, o quasi,  come trenta anni fa, quando eravamo in tanti a credere che per cambiare il mondo bastava obbedire a Marx, Lenin e all’eroe della Lunga Marcia,  Mao Tze Tung. A tradire è il bianco nei capelli di molti partecipanti e l’assenza di fumo di sigaretta, frutto  di una moderna concezione di vita ispirata ai principi salutisti. A trascinarmi nel bel mezzo di questo “conclave” il mio amico Nello Del Gatto, appena tornato da Nuova Delhi con notizie fresche. Tra gli intervenuti Sergio Scapagnini della Indrapur Cinematografica che ha prodotto Fuoco su di me di Lamberto Lambertini e Impermanence di Goutam Ghose, il neurochirurgo Guido Palermo e il cantante Tony Tammaro. I primi due sono stati, dopo la fine dell’incontro squisiti e luoquaci intrattenitori, ma la vera rivelazione è stato Tony Tammaro che ci ha elargito preziose pillole di saggezza. Quando il discorso è capitato sul problema della pirateria discografica, il cantante napoletano ci ha raccontato un suo metodo adottato per sconfiggere i falsari. Ci ha candidamente detto che ha messo in vendita un suo album al prezzo ridotto di dieci euro e che da solo è riuscito a venderne più di trentamila copie. Alla faccia dei falsari. Il divario tra prezzo della copia originale  e quella contraffatta era così esiguo che conveniva comprare quello ufficiale.  Una soluzione del genere potrebbe essere adottata anche dai produttori di software per utilizzo fotografico. E’ chiaro che il divario di costo  è molto rilevante è che non sarebbe possibile  fare una proporzione come nei cd musicali, ma se le sotfhouse riducessero il prezzo di vendita tanti sarebbero invogliati ad acquistare un prodotto che gode di un’assistenza, di aggiornamenti e di garanzia. Meglio tenere i prezzi alti e vendere poco o abbassarli e inondare il mercato guadagnandoci? Di questo  abbiamo parlato  io e Nello davanti a una pizza fumante in uno dei pochi locali disposti a sfamarci in piena notte. Era già alla sua quarta pizza in soli due giorni, e stasera pare che mangi ancora pizza.

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~ di raw82 su marzo 19, 2008.

2 Risposte to “Tibet, software e pizza margherita”

  1. A ieri sera, sono arrivato a 8. concorro per il guinness?

  2. La Prigioniera di LHASA

    Tanto mi è caro quel tuo dolce sentiero dove tu forse indugiavi,
    seguendo l’antica strada che saliva a Lhasa.
    Mi immagino la grande pietra verde dove tu forse sedevi nel felice mattino,
    con il sorriso infinito rivolto al cielo.

    Il fumo ora investe il monte, le foreste e l’altopiano e distrugge il sentiero di verdi viventi
    e ogni sospiro della vita, lungo il serpente di ferro creato dal drago.

    Buona notte Kundun. Vorrei sognare per te, stanotte, come mio regalo, il Tibet libero,
    un’oasi di pace, di verde, di vita, dove uomini, alberi e animali gioiscano per
    la tua luce infinita.

    Vorrei essere possente vento meridionale per disperdere con potenti folate le schiere
    degli Han. Ma non farei loro del male.

    Vorrei essere l’antico dragone, per fiammeggiare contro di loro la mia ira, avendo smarrito, novelli Urlandi, lungo la via da Lhasa a Tienammen, senno e umana virtute.
    Astenendomi dal far male.

    Vorrei essere potente spirito del destino, soffiare via lo sale bruciante la terra e porla nel limbo celeste, dove essi – han, bimbi, possano che giocare.

    Ho sognato i morti nel cortile del tuo tempio, muti testimoni della slealtà degli Han verso la tua luce. Ngawang è uscita di prigione, ma sue sorelle giacciono schiave a Lhasa. La vita è merce da niente per coloro che hanno violato il Tibet.

    E’ il pomeriggio del popolo e presto sarà la notte Kundun.
    Rimane solo l’ineffabile leggerezza del tuo essere, ultimo sospiro delle piccole foglie del thè nella tua foresta, a primavera, che stormiscono e gemono, in attesa del loro fato nella dolce sera.

    Tutte foglie perfette, in attesa del fiato del drago cinese.

    Vinicio P.

    me la inviate in giro per il mondo? Grazie Vinicio

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